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I signori di Gioia
Testi a cura di Rita Graziani ed Anna Guadagno
Che Gioia abbia dato i natali a tanti illustri personaggi nell'arco dei secoli è stato celebrato dai versi del nostro poeta contadino, fonte inesauribile sulla storia di Gioia che definisce gli stessi: "...Istruiti ricchi e tutti industriosi..." Quando si insediarono a Manaforno: "...I signori ci formarono i giardini E molta agricoltura i contadini Impiantarono i frutteti ed i vigneti E numerose piante d'oliveti..." La ricchezza venne quindi manifestata nell'erigere altari nelle chiese e nel costruire imponenti palazzi dove abbondavano arredi e suppellettili. Ciò fecero: "...Baroni Cavalieri ed avvocati E tutt'impuglia stavano allocati..." ' Il poeta cita inoltre gli Alesi (in particolare bisogna ricordare Don Domenico benefattore delle Suore Salesiane prima del terremoto, tanto è vero che la casa è stata dedicata alla sua memoria)"; i Nicolai, i Mascitelli, i Novelli, gli Incarnati che avevano vasti possedimenti di vigneti anche nel Tavoliere, tanto da rappresentare in quella regione una forza economica e sociale che si espresse principalmente nella figura di Don Clementino Iori, mentre della Corte d'Appello era membro un certo Don Luigi Mascitelli. 
 
Don Giustiniano Incarnati, invece, fu un valente avvocato membro della Cassazione e, per il suo prestigio pare fosse in grado di aprire tutte le porte. Gioia fu considerata la culla del sapere non solo dal poeta, lo testimonia il fatto che nella stessa ebbero sede, a partire dal XVIII secolo, valevoli notai provenienti dalle famiglie dei Bassi, Berardini, De Ioris, Incarnati, Lattanzi e Mascitelli, quest'ultimi originari della Toscana si stabilirono a Gioia a partire dal 1668 ' '.
 
A tale casato appartenne la Venerabile di Dio Anna Teresa Mascitelli clarissa, morta in odore di Santità a Gagliano nel 1784" . Personaggio degno di essere menzionato fu l'ingegnere Don Vincenzo Mascitelli che nel 1866 riusci a far passare l'attuale strada statale in Gioia mentre l'originario progetto prevedeva il suo passaggio in Bisegna ed Ortona. 
 
Altro esponente della famiglia Mascitelli fu l'avvocato Leopoldo, avversario vincente dei duchi e dei principi Sforza e Colonna nella difesa contro le prevaricazioni a danno dei pescatori del Fucino. Tra gli illustri non può non essere ricordato Lindoro Mascitelli che fu eletto deputato al Parlamento nazionale per la IX legislatura dello Stato italiano 1865/1866 per il collegio di Pescina. Questi, appena trentenne, venne eletto al posto del barone Tabassi che tentà inutilmente di far annullare la votazione. L'elezione del Mascitelli significò che Gioia potè esprimere un considerevole numero di voti tanto da 
superare gli altri espressi nell'ambito del collegio presi unitamente (17). 
 
La maggior parte dei signori nativi di Gioia risiedeva, però, fuori dal paese: chi in Puglia, chi a Napoli e chi a Roma presi dalle loro attività mentre in paese vi tornavano solo per alcuni periodi l'anno. Il 13 gennaio 1915 quando il terremoto rase al suolo il piccolo centro, i signori residenti persero la vita, coloro che abitavano altrove tornarono per cercare tra i superstiti i parenti lasciati in loco; i pochi scampati alla tragedia dovettero ricostruire quello che un tempo era considerato uno dei paesi più ricchi della zona, ormai ridotto ad un "mucchio di macerie" come evocato dal maestro Fortunato Bisegna (18) nella sua celebre canzone "Vecchia Gioia" . 
 
Dopo il terremoto lo Stato si prese a cura gli orfani che furono portati in alcuni istituti della capitale dando loro l'opportunità di avere un'educazione e di studiare, alcuni si diplomarono e si laurearono, altri seguirono dei corsi di artigianato diventando "maestri" dell'arte appresa. Gioia risorse dalle rovine anche se con dolore e grandi difficoltà, la vita sociale, politica e culturale riprese lentamente. 
 
Si ricostituì la banda cittadina formata per lo più dalla classe degli artigiani (aveva fatto la sua prima apparizione pubblica nel 1880 molto apprezzata prima e dopo il terremoto, fino agli anni quaranta non solo in paese ma anche nella Marsica, competendo con le bande cittadine del circondario ' ; si formò il coro folcloristico e perfino una compagnia teatrale amatoriale.
 
 
NOTE
 

(14) A. AURELl, op.cit.pp 9-10 
(15) P. GRAZIANI, Cento anni delle Suore Salesiane di Gioia dei Marsi (1899-1999), ed. dell'Llrbe, Roma 1999. La casa delle suore salesiane "Maria Ausiliatrice", prima in Abruzzo, fu aperta a Gioia il 12 ottobre 1899 grazie all'intercessione presso l'ordine e ai donativi di Federico Sinibaldi, ricco possidente del luogo. La casa consenti l'apertura di un asilo infantile, un laboratorio e una scuola ordinaria per classi elementari. 
(16) F. BELMAGGIO, op.cit., pp. 309-311. Si notino in particolare i tabellionati dei notabili dal 1705. 
(17) S. ARAMINI MASCITELLl, Origine e storia di Gioia dei Marsi, ed. Polla, Avezzano 1998, pp. 41-42. 
(18) Fortunato Bisegna ('Gioia dei Marsi 1904-1978), autodidattta ebbe un'autentica passione per la cultura soprattutto per la musica tanto da essere direttore della banda del paese. E'ricordato per aver composto molte canzoni che furono trasmesse dalla RAI ottenendo insigni riconoscimenti.Tra le più conosciute: Vecchia Gioia, Nicola e Carmela, Tarantella Abruzzese, Catari, Oili Oilà. Con altrettanto zelo fu promotore, insieme ad altri gioiesi di filodrammatiche portando sulla scena opere come l'Otello. 
(19) P. GRAZlANl op. cit., pp. 20. 
 
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